Riccardo Orlando
Blog Olistico - Riduzionista...
martedì 6 dicembre 2011
Earth | Time Lapse View from Space, Fly Over | NASA, ISS on Vimeo
Earth | Time Lapse View from Space, Fly Over | NASA, ISS from Michael König on Vimeo.
Lacrime da coccodrillo
Lacrime da coccodrillo:
Dunque, i Monti hanno partorito i topolini. Nelle direzioni che, essendo facilmente prevedibili, erano state facilmente previste: da questo blog, in particolare.
La signora Fornero si è commossa, all’annuncio della fine dell’adeguamento delle pensioni all’aumento del costo della vita: cioè, a una loro sostanziale diminuzione. Ovviamente, erano lacrime di gioia, visto che le misure di contenimento delle pensioni sono la sua specialità, e che lei è stata chiamata al ministero delle sedicenti Politiche Sociali proprio per farle passare dalla teoria universitaria alla pratica governativa.
Il signor Monti, coerentemente, ha sorriso quando è intervenuto al posto del ministro, per permetterle di riaversi dall’emozione. Mentre c’era, ha fatto pure un po’ di populismo ad uso del popolo bue, annunciando di rinunciare allo stipendio da presidente del Consiglio e da ministro dell’Economia. Ma non, ovviamente, al vitalizio preventivo che gli è stato elargito da Napolitano, con la sua nomina a senatore a vita, appunto.
L’una e l’altro sarebbero risultati più credibili se, ad esempio, avessero annunciato non un innalzamento dell’età pensionabile di coloro che hanno maturato la pensione lavorando, bensì un abbassamento delle pensioni di coloro che le ricevono in misura superiore a quanto hanno maturato. Ad esempio, i lavoratori autonomi, il cui prelievo è inferiore del 12 per cento a quello dei lavoratori dipendenti (21 per cento, rispetto al 33).
Oppure, se avessero annunciato non un gesto simbolico di rinuncia per i ministri a un cumulo di stipendi, che nel caso di Monti sarebbero stati addirittura tre, bensì la proibizione di questo cumulo a tutti i livelli di cariche pubbliche: non solo statali, ma anche, e soprattutto, regionali, provinciali e comunali.
Di riforme strutturali serie, nella legge “salva Stato” e “spremi cittadino”, non se ne vedono. In particolare, nessun tentativo di recupero dei 100 miliardi stimati di evasione fiscale: una cifra che ogni anno supera l’insieme di tutte le manovre del corrente annus horribilis. Nessun cenno a una patrimoniale, che colpisca almeno le proprietà di coloro che non denunciano i redditi. Al loro posto, solo specchietti per allodole: ad esempio, il buffetto (o la buffonata) dell’uno e mezzo per cento sul condono per il rientro dei capitali all’estero; o la tassa sulle auto di lusso e le barche, già imposta senza effetto dai governi democristiani decine di anni fa.
Ben reali e concreti sono invece il ritorno dell’Ici sulla prima casa, l’aumento delle imposte comunali e l’aumento dell’Iva, da una parte. E le esenzioni alle imprese e gli incentivi allo sviluppo, dall’altra. Non c’è da stupirsi che i sindacati siano contrari, e la Confindustria, il Pdl e gli speculatori della borsa favorevoli. Quanto al Pd, nemmeno coloro che hanno le lacrime facili, come la signora Fornero, riuscirebbero ormai a trovarne per piangere sulla sua ignavia, probabile prodromo della sua scomparsa nel cestino dei rifiuti della storia italica.
domenica 27 novembre 2011
Addio a Paul Motian
martedì 15 novembre 2011
L’esperimento delle medie
L’esperimento delle medie:
A proposito di esperimenti. Il primo a cui ricordo di aver partecipato si è svolto in prima media. L’apparato sperimentale consisteva di: un vasetto di vetro, un batuffolo di ovatta imbevuto d’acqua, e un fagiolo. Secondo la mia professoressa di scienze, il fagiolo, adagiato sul batuffolo e rinchiuso nel vasetto, avrebbe dovuto germinare nel giro di qualche giorno.
Non so se avete mai visto Topolino e il fagiolo magico, la versione Disney di una classica fiaba. Ci sono Paperino, Pippo e Topolino che se la passano molto male per via di una carestia. Succedono varie cose, tra cui un Paperino completamente fuori di testa per la fame che prima si fa un panino con due piatti e alcune posate, poi cerca di macellare una mucca a colpi d’ascia (i comitati dei genitori erano meno potenti, a quei tempi). A un certo punto, Topolino, che era uscito per vendere al mercato la mucca di cui sopra, torna a casa avendo ricevuto come pagamento una scatoletta contenente tre fagioli magici. Non vi dico come la prende Paperino.
Comunque: i tre vanno a dormire, e di notte uno dei fagioli magici cade in un buco nel pavimento di legno. In breve, succede l’incredibile. Il fagiolo inizia a germogliare prepotentemente, e nel giro di pochi minuti diventa una pianta che non la smette di crescere, assumendo proporzioni gigantesche, finendo per arrivare fino alle nuvole (dove poi si scopre che c’è la casa di un gigante, ma vabbe’).
Be’, dicevo, non so se l’avete mai visto, quel cartone animato. Io, in prima media, lo avevo già visto parecchie volte, e adoravo la scena del fagiolo che cresce: così, quando la mia professoressa di scienze chiuse nell’armadio il vasetto di vetro con il fagiolo adagiato sopra il batuffolo imbevuto, io sperai con tutte le mie forze che il successivo svolgersi degli eventi prendesse una piega simile a quella del cartone. Chissà, magari durante la notte le propaggini del fagiolo avrebbero distrutto il vasetto, fracassato l’armadio in cui era rinchiuso, sfondato i vetri della classe, e si sarebbero arrampicati sempre più su, verso il cielo, verso le nuvole.
Inutile che vi stia a dire che non successe niente di tutto questo. Andò anche peggio. Passarono i giorni, ma da quel fagiolo avvolto nell’ovatta non uscì fuori nemmeno un peduncolo, una fogliolina, un germoglio. Niente di niente. Se ne rimase lì, adagiato nel suo letto di cotone, senza dare alcun segno di vita.
Vi dico la verità. Non ci rimasi male perché le cose non erano andate come nella fiaba (per quanto fossi un bambino non ancora completamente immunizzato nei confronti del pensiero magico, sapevo distinguere la realtà dalla finzione). Mi dispiaceva soprattutto per la mia professoressa di scienze: pensavo che non avrebbe avuto più il coraggio di tornare in classe.
Invece, la professoressa non fece una piega. Tolse i barattoli dall’armadio, guardò noi piccoli studenti e disse semplicemente: «Non sempre gli esperimenti riescono. È così che funziona la scienza.»
La mia professoressa di scienze aveva provato a tirare fuori una lezione da quello che avevamo percepito come un fallimento: lezione che evidentemente, giusta o sbagliata che fosse, un segno deve averlo lasciato, visto che è l’unica cosa che ricordo dell’altrimenti non memorabile periodo trascorso con lei.
E però, se spettasse a me, oggi riformulerei la lezione in modo diverso. Un esperimento non è uno spettacolo di magia, che riesce oppure no. E nessuno – neanche in un caso semplice come quello dei fagioli nel batuffolo – sa con certezza quale sarà il risultato. Tutto quello che gli scienziati possono fare è preparare attentamente le condizioni, osservare i risultati e prendere nota con cura di tutto: poi, confrontare i risultati con le ipotesi che avevano fatto in precedenza. Quella volta, i fagioli non avevano germogliato; ma non significava che l’esperimento fosse fallito, anzi. L’esperimento aveva mostrato che, date tutte le condizioni che avevamo predisposto nell’armadio della classe, oltre a quelle su cui non eravamo potuti intervenire direttamente – dati cioè quella varietà di fagioli, quella temperatura, quel periodo dell’anno, quella quantità d’acqua, quell’intervallo di tempo, eccetera — i fagioli non germogliano.
Se faccio A, succede B. Sia A che B possono essere incredibilmente complicati. Ma, volendo semplificare, è questo il succo di qualunque esperimento.
Quindi, io direi: gli esperimenti riescono sempre. Se siamo bravi, scrupolosi, attenti, pazienti, ci dicono sempre qualcosa su come funziona il mondo. Come funziona: non come ci piacerebbe che funzionasse.
Mi pare un buon punto di partenza, per provare a capire a che serve la scienza.
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PS: C’è stato qualche problema tecnico con i commenti del post precedente, ma ora sono tutti lì.
domenica 13 novembre 2011
Ipnotico
NON PERDETELO!
ROSA from Jesús Orellana on Vimeo.
A giusto, dimenticavo: grazie a Giavasan
sabato 12 novembre 2011
In diretta dal Parlamento
In diretta dal Parlamento:
venerdì 11 novembre 2011
Nuovi vitelli d'oro
Ciao
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Nuovi vitelli d'oro:
Santoro, seconda puntata oltre due milioni di spettatori
"Servizio pubblico" in onda in multipiattaforma registra audience simili al primo appuntamento, con un lieve calo. I dati Auditel arrivano im ritardo, polemica...
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domenica 3 aprile 2011
Quanto durano 48-60 ore???
Ormai le 60 ore da qualunque momento le si voglia far partire dovrebbero essere scadute....
A Lampedusa quindi ci sono soltanto lampedusani? Vi prego di farmi arrivare conferme o smentite.....
Le ore non finiscono mai come gli esami?
Tanti Auguri a ME
....dai che sono forte....
P.S. dai non prendetemi troppo sul serio.

